Silvia Parisse e le sue Leggende di Vetro

All’interno della splendida e storica cornice del Caffè Pedrocchi di Padova ho avuto il piacere di incontrare un’artista che di tradizioni e territorio ne ha fatto il suo mestiere: Silvia Parisse. In questa intervista scopriremo la sua passione per il vetro veneziano, per i gioielli unici e come ha avviato la sua attività “Leggende di vetro”.

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Buongiorno Silvia.  Ci racconti delle tue origini e il legame speciale che ti lega alla città di Venezia?

Sono nata a Padova e ho sempre vissuto qui. Mia madre ha origini romagnole, mentre mio papà viene dall’Abruzzo. Sono molto fiera delle loro, delle mie, origini. Nonostante sia padovana, ho sempre sentito un’attrazione nei confronti di Venezia. Quando ero adolescente anziché passeggiare per il centro di Padova, preferivo immergermi nelle bellezze di Venezia e nei suoi laboratori degli artigiani del vetro. Il simbolo della mia attività “Leggende di vetro” è infatti una fenice, per ricordare non solo la città veneziana ma anche la rinascita, il fuoco, l’acqua. Sono elementi indispensabili, come l’aria e la terra, per la creazione del vetro.collezione-abruzzo

Da dove nasce la passione per le perle di vetro? Come hai iniziato la tua attività?

Nel 2004 mentre ero in Puglia in vacanza ho notato tra le bancarelle dei gioielli fatti con le perle veneziane. Volevo acquistarli ma poi ho pensato che abitando vicino a Venezia avrei potuto provare a creare io i miei accessori. Ho sempre avuto la passione per i lavori manuali e per i colori accesi, quindi al mio ritorno sono andata nelle fabbriche veneziane ad acquistare le più particolari perle di vetro. È proprio da quel momento che è nato il mio lavoro: “Leggende di vetro”.

Perché il nome “Leggende di vetro”?

collana-fenice-modello-depositatoQuesto nome indica la narrazione delle leggende attraverso il vetro. I gioielli che creo, grazie ai colori e alla forma delle perle che scelgo, sono la riproduzione della leggenda di un territorio o quella personale di qualcuno, come ci dice Coelho nella sua opera “L’Alchimista”. Il mio laboratorio, cioè la mia casa, è sempre stato un salotto per tutti quelli che volevano raccontarsi. Mi piace l’idea di dar vita ad una storia personale o ad un paesaggio con le mie creazioni.

Il tuo è un prodotto artigianale e a tutti gli effetti un Made in Italy: interessa di più il mercato nazionale o estero?

Le perle che uso sono di Murano, solo quelle di fiume che utilizzo in rare occasioni per la loro particolarità le acquisto in Oriente, vista l’assenza in Italia. Le minuterie invece le ordinavo da aziende italiane di Vicenza e Milano, ma ora che sto imparando a crearle uso le mie. Questi gioielli Made in Italy interessano per ora il mercato nazionale e sono ricercati proprio da chi esige l’unicità prodotta da un marchio italiano come il mio.

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Il cliente tipo: che interazioni hai con lui?

Il mio cliente tipo è quello che vuole indossare qualcosa di unico e di personale, non scontato e preferibilmente irripetibile. Si rivolge a me affinché io possa dar vita al suo desiderio. Generalmente mi racconta la sua storia o cosa ha in mente, io disegno un bozzetto e alla sua approvazione creo il gioiello. Non mancano però coloro che scelgono uno dei gioielli già finiti o che mi danno carta bianca. Mi piace scoprire una persona per poi vestirla con le mie creazioni. Vista la natura del mio lavoro, la collaborazione con il cliente per me è essenziale e può infatti avvenire via mail, Skype o di persona. Grazie alla rete si può lavorare anche a distanza, spedendo poi alla fine il gioiello.

Cosa pensi del mondo del wedding? Quanto è importante?sposa-collana-rugiada-con-edera

I primi contatti con il mondo del wedding li ho sperimentati un anno fa grazie alla signora Antonia Macrì. Son rimasta subito affascinata perché si tratta di un mondo in cui ruotano tante arti e discipline (arte sartoriale, hair stylist,make-up artist, arte della fotografia, arte del gioiello, arte culinaria, artisti dello spettacolo, arte dei fioristi etc.) per creare il sogno di un giorno che resta nella memoria tutta la vita. Si lavora tantissimo, ognuno in sintonia con gli altri deve seguire un unico filo conduttore, ogni volta diverso a seconda della personalità degli sposi e dei suggerimenti del wedding planner, ogni volta è una nuova sfida di abilità creativa. Per me che adoro lavorare su creazioni personalizzate e che amo le atmosfere romantiche in cui bellezza e charme devono governare si tratta proprio di “andare a nozze”.

Come entreresti a fare parte del mondo wedding con i tuoi gioielli?

Vi entrerei creando gioielli per la sposa principalmente e per altre persone che desiderano abbinare un gioiello all’abito da cerimonia. Anche l’idea di proporre oggetti originali in vetro per bomboniere è una mia aspirazione.

Raccontaci di una tua esperienza nel wedding.sposa-orecchini-rugiada

Ho avuto modo di sperimentare sul campo la realizzazione di gioielli da abbinare agli abiti di testimoni di nozze e di altre invitate alle cerimonia ed è stata una grande soddisfazione. Per quanto riguarda gli eventi dedicati al wedding la gioia più grande è stato vedere la trasformazione di una collana in decorazione per l’acconciatura della sposa, idea geniale di Carmelo Spina, così che il gioiello può aver vita due volte, perché in seguito la sposa può indossarlo in molte altre occasioni.

Oggi si parla sempre più di un mondo fatto a rete, dove le connessioni sono l’elemento essenziale. Quanto è importante per te fare rete stringendo collaborazioni con altri artisti?

Per me creare una rete e lavorare in sinergia con gli altri maestri è l’elemento chiave. Collaborando mi tengo aggiornata, acquisisco nuove nozioni che mi permettono di crescere. Vi faccio un esempio: ultimamente il mio materiale lo prendo direttamente dai vetrai di Murano, in particolare da Muriel Balensi. Le nostre tecniche di lavoro sono simili sebbene svolgiamo due compiti differenti: lei dà vita al vetro e io ne creo un gioiello. Dalla nostra esigenza comune di creare un mondo sommerso nella perla di vetro, è nata la linea “Abruzzo”. Ogni elemento si mischia nel paesaggio incontaminato abruzzese e insieme creano un gioiello che racconta il territorio.

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Quali sono i tuoi obiettivi a breve e a lungo termine?

A lungo termine spero di riuscire ad introdurmi nel mercato estero per avere un target internazionale. Mi piacerebbe che i miei gioielli diventassero un’icona del Made in Italy. Momentaneamente invece mi sono posta l’obiettivo di concludere il corso base di oreficeria. L’ho iniziato da poco e anche se inizialmente è stato difficile mi piace moto, soprattutto lavorare la cera. Ho già creato tre gioielli uno dei quali molto particolare in quanto ricorda i movimenti della danza. Queste creazioni si possono anche replicare a differenza di quelle fatte con le perle di vetro. È un percorso nuovo che però può essere utile anche per forgiare pezzi da inserire nelle collane con le perle di vetro come valore aggiunto.

Un sogno nel cassetto?

Il mio appartamento è anche il mio laboratorio, il mio sogno sarebbe dunque quello di avere un atelier, un luogo in cui trovare ispirazione e liberare la mia immaginazione. Per il carattere che ho preferirei non avere un negozio fisico, poiché vorrebbe dire sottostare ad orari e luoghi ben precisi. Cerco spazi espositivi perché e come avere tanti negozi e in questo modo avrei l’occasione di spostarmi, cosa che mi piace molto. Al giorno d’oggi è meglio avere un negozio on line o dislocato in più unità.sposa-love-love-love

My precious uniqueness. Cosa vuoi comunicare con questa frase?

La mia preziosa unicità. Voglio dire che in ogni gioiello ci metto un elemento particolare e componenti di un certo pregio, proprio per rendere l’intero assemblaggio diverso da quello dei miei competitors e un prodotto quasi di nicchia. Non ho uno stile ripetitivo, mi piace essere versatile. Inoltre, le perle di vetro non sono mai tutte uguali, hanno un loro DNA proprio come noi umani e per questo devono essere accoppiate tra loro come un puzzle. Quando devo scegliere le perle mi soffermo anche su quelle “imperfette” create da esperimenti non riusciti. Ogni maestro artigiano del vetro ha una sua tradizione, matrice, e quindi deve essere scelto di volta in volta in base alle esigenze. Questa particolarità mi permette di inserire in un unico gioiello più stili. I miei gioielli sono tutti diversi perché li disegno con l’animo, e il mio cambia in base a dove vado, a cosa vedo, a cosa provo…

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Salutaci con una frase che rispecchia la tua filosofia di vita.

“La leggerezza del non limite”. Non prendete gli avvenimenti della vita né con troppa superficialità né con troppa durezza, pensate invece a saperle elaborare e poi accettare. Lasciate libero l’infinito, il sesto senso. Ragionate e create fuori dagli schemi, spaziate nell’universo senza porvi limiti. La mente deve essere lasciata libera il più possibile, senza avere paura di essere visionari.

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Noemi Cazzola

 

Leggende di Vetro è stata sponsor, con le sue meravigliose collane, del team di Italy Destination Wedding in occasione del Buy Wedding in Italy tenutosi a Bologna dal 14 al 16 ottobre.

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E’ possibile acquistare le creazioni uniche di Silvia Parisse direttamente sul sito:

Leggende di Vetro


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