SALVA ANCHE TU UN FOTOGRAFO DA MORTE CERTA: ORGANIZZA UN APERITIVO „ALLA MODA“

Tanti e tanti anni fa ero in Romania, a casa del mio amore romeno dell’epoca e in tv davano „Intervista col Vampiro“. Era la prima volta che lo vedevo in lingua originale (di doppiaggio non è mai morto nessuno, ma questo lo abbiamo capito solo noi italiani!) ed essendo stato la nostra colonna visiva per quella serata, subito divenne uno dei miei personalissimi cult movies, uno di quelli che si ripresentano sempre in un determinato periodo o in una determinata giornata della mia vita per illuminarmi su qualcosa o su qualcuno. Oggi, per esempio, è una di quelle domeniche „bestiali“: freddo fuori, voglia di saccheggiare i negozi pari a zero, insomma una domenica in cui l’unica arma a disposizione per uccidere la noia è lo zapping frenetico! Di colpo eccolo lì: magro, delicato, diafano (wait a minute, questo era un altro film, ma lo abbiamo visto solo in tre, I think!!), il mio Brad in tutta la sua ‚vampirezza‘.intervista col vampiro

Pensiero numero uno: „Finalmente posso rivedermelo per bene e capirci qualcosa in più, considerando che l’ultima volta ero un tantino distratta!!“

Pensiero numero due: „Brad, Tom, Cristian & Antonio tutti per me e tutti insieme… divano mio sto arrivando!!“

Pensiero numero tre: „Visto e considerato che ancora nessun giornalista di The New Yorker si è degnato di contattarmi per raccontare, a puntate, come in un romanzo d’appendice di quelli che ti inchiodano alla sdraio in spiaggia, la mia favolosa vita da Wedding Planner… eureka: intervisterò me stessa!!“

Legenda per i lettori: D sta per –domanda- R sta per –risposta-.

 Sì, lo so! Con questa scelta risulto originale quanto una scatola di cioccolatini regalata alla propria fidanzata il giorno di San Valentino, ma quando c’è Brad in tv tutto il sangue che serve al cervello per rendermi appena sufficientemente intelligente si sposta da altre parti… Beh, signore, voi mi capite!

Ma andiamo ad incominciare.

D: Bene Marianna, come è essere Wedding Planner in Italia?12928122_10207923819426058_141063071569933973_n

R: Essere Wedding Planner in un Paese come il nostro, ricco di storia, di arte e di tradizioni molto radicate sia in ambito familiare che in ambito culinario è una bellissima sfida. Se stai lavorando a un progetto e sei in cerca di ispirazione ti basta uscir di casa a fare una passeggiata; uno sguardo a un monumento, un’origliata (si dice origliata signor giornalista??) a una conversazione tra amici al bar e hai raccolto materiale sufficiente per il matrimonio della coppia, per il battesimo del primo figlio e per la comunione del primogenito e anche del secondo!11150895_10152855506641722_8422351262025665508_n

D: Secondo Wikipedia origliata risulta essere participio passato del verbo „origliare“, quindi sì: origliata si può dire. Lei dove vive?

R: Ah, beh io mi ritengo molto fortunata perchè vivo nella stupenda Napoli. Qui non c’è neanche bisogno di uscire di casa per ispirarmi; basta aprire la finestra e ascoltare. Il vicolo sotto casa è un teatro a cielo aperto, a mia disposizione ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette.

D: Come mai ha deciso di diventare Wedding Planner?

R: L’ho deciso mentre mi stavo annoiando a morte ad un matrimonio.

D: In che senso? Ci racconti…

R: Beh, io sono napoletana d’adozione, ma nasco provinciale, paesanotta insomma… Anni fa ero invitata al matrimonio di una mia conoscente: si era appena conclusa la cerimonia lì al paese e tutti noi invitati sprovveduti ci siamo recati alle macchine aspettando di avviarci al ristorante, distante una trentina di km. Ora, dovete sapere che il mio paesino, arroccato sui monti (ammettilo: se mi stai leggendo e hai circa quarant’anni come me, ora stai canticchiando in mente „Là sui monti con Annette, dove il cielo è sempre blu…!“) è portatore sano di un centro storico medievale con tanto di castello annesso, dunque ogni coppia di sposi che si rispetti, dopo essere uscita dalla Chiesa, deve andare a farsi almeno tremiladuecentosettantatrè scatti ‚a lu castiedd‘. Trattasi di obbligo morale e campanilistico! Ebbene i fotografi nostrani, dopo anni e anni di pratica, si sono molto velocizzati e riescono a sfornare i tremila e passa scatti nel giro di venti minuti netti, ma quel giorno… il fotografo…veniva da fuori. 1Noi poveracci eravamo convinti che gli sposi si sarebbero palesati di lì a poco e ci siamo infilati tutti in macchina in trepidante attesa e lucidando il clacson che sarebbe servito per il corteo strombazzante. Ma passate due ore degli sposi, ancora, non c’era traccia. Fu lì che tra uno sbadiglio e un’imprecazione in sanscrito stretto ebbi la mia Epifania. <<Perchè diamine la sposa non ci aveva avvisato? Perchè diamine la sposa non aveva concordato col fotografo un tempo limite per le foto? E ancora… perchè diamine, pur trovandoci in una piazza, sulla quale si affacciano ben tre bar e un pub, nessuno aveva pensato ad organizzare un aperitivo, tanto per ingannare l’attesa? -Bene, mi dissi, diventerò un’organizzatrice di matrimoni e combatterò i tempi „morti“ proprio come Don Chisciotte coi suoi Mulini!->>

D: Quindi lei ha deciso di diventare Wedding Planner perchè le piace pianificare qualsiasi cosa minuto dopo minuto?

R: In realtà morivo dalla voglia di litigare coi fotografi.

D: Ahahahhaha (risata dell’intervistatore N.D.S.)

R: Scherzi a parte, con l’aiuto di internet tutti siamo in grado di reperire una foto, portarla a un fornitore e chiedere che la cosa immortalata venga riprodotta per noi, magari pari pari, magari con qualche variante. Il Wedding Planner ha, però, dalla sua parte la professionalità acquisita attraverso anni di studio, di certificazioni e di esperienza sul campo e sarà lieto (è buffo: il 90% delle Wedding Planner nel mondo sono donne, eppure tocca, per forza di cosa, scriverne al maschile) di metterla a disposizione dei suoi clienti.

D: Ci fa un esempio di come combatterebbe i tempi morti all’uscita dalla Chiesa? Sempre che ci siano tempi morti da combattere?news_img1_60745_aperitivo-napoli

R: Ovvio che il mio è stato un caso sfortunato, un caso limite; una di quelle fantastiche esperienze che mi capitano tra capo e collo (sono decisamente una donna fortunata) e da cui sempre prendo spunto per raccontare e cercare di migliorare ove possibile. Ma a Napoli, per esempio, si sono inventati l‘ “Aperitivo Street Food“ a bordo del camioncino Ape, una situazione itinerante che arriva praticamente sotto casa dell’evento da celebrare. Naturalmente le varianti possono essere molteplici. Dal gazebo montato fuori al sagrato (oddio, qui si rischia la scomunica, però) o davanti allo spiazzo del Comune, passando per il bar in piazzetta ‚addobbato‘ per l’occasione. L’importante è riuscire a creare qualcosa di originale,  che renda meno pesante l’attesa degli invitati e, allo stesso tempo, snellisca l’inevitabile iter del porgere gli auguri/consegnare „la busta“ agli sposi che bisogna affrontare appena arrivati al ristorante (se hai già offerto l’aperitivo fuori, non ti resta che iniziare col buffet degli antipasti). Simpatica la variante per i bimbi: anche qui, grazie alle tante idee riversate in Rete e al servizio di tutti, si possono trovare spunti originalissimi per rendere una semplice Coca Cola cool tanto e anche più di un Manhattan e far sentire grande anche l’invitato più cucciolo che abbiamo.

D: Bene Marianna noi abbiamo concluso, La ringraziamo per la disponibilità e le chiediamo una sua personale chiosa, una perla di saggezza da donare ai nostri lettori…

R: Beh, io ringrazio voi che, finalmente e senza alcuna pressione (- sussurrato- potevate dirmelo però che l’interno da stalkerare per ottenere l’intervista era lo 02 e non lo 03) avete voluto intervistarmi. Concludo con una citazione tratta dal film „Intervista col Vampiro“: << Il mondo cambia… noi invece no. Ed è proprio questa l’ironia che alla fine ci uccide.>>HappyHour-Cocktails

Ecco, io, nel mio piccolo, cerco sempre di innovare e consigliare per il meglio, ma di fronte allo zio che non si mette le scarpe strette dall’anno scorso, che dal banco della chiesa (o dalla sedia del Comune) non vede l’ora di spalmarsi sulla triste poltroncina di vimini del ristorante, all’ombra della palma plastificata, in attesa che i nipoti/sposi si decidano ad arrivare e a dare inizio al banchetto e che dell‘ aperitivo cool non sa proprio che farsene… alzo su le mani, faccio la giravolta, compro una vocale, chiedo l’aiuto da casa, la accendo e… cambio mestiere!

MARIANNA ADDESSO

CHARME P.R. – WEDDING & EVENTS PLANNER

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