Startup 

»Fase iniziale di avvio delle attività di una nuova impresa, di un’impresa appena costituita o di un’impresa che si è appena quotata in borsa. Il termine di derivazione anglosassone significa «partire, mettersi in moto»

Dizionario di Economia e Finanza, Treccani

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Vorrei partire proprio dalla definizione esatta del termine Start Up, termine troppo spesso, ultimamente, utilizzato impropriamente.

Ogni avventura imprenditoriale inizia da un sogno, una vision che porta lontano. Molto spesso quando si viene carpiti dalla fantasia di realizzare un’impresa, piccola o grande che sia, ci si concentra immediatamente sulla fine della stessa. Ci si immagina già a ricoprire quel ruolo, quel personaggio, tanto desiderato ed al massimo del successo.

Tutto ciò è semplicemente meraviglioso e fa parte, a tutti gli effetti, della capacità creativa insita nell’uomo. E’ la spinta che fa muovere in una certa direzione, l’obiettivo che, spesso, permette di affrontare problemi o inconvenienti che, certamente, si trovano lungo il percorso, molto più spesso di quanto il novello imprenditore possa anche solo aver immaginato.

3Ed allora siamo costretti a fermarci e valutare ciò che abbiamo creato fino a quel momento, le basi stessi su cui abbiamo fondato la nostra amata attività. Allora si vedrà che, forse, abbiamo osato troppo quando dovevamo attendere con un filo di pazienza in più, abbiamo aspettato invece troppo quando era il momento di agire, abbiamo reputato fondamentale un elemento che, di fatto, non lo era e così via.

Viceversa, siamo ancora sulla soglia della porta, indecisi sul da farsi, in testa mille idee potenzialmente molto valide che, per inesperienza, assomigliano però a dei post-it attaccati su una superficie scivolosa e quindi, decisamente instabili.

E’ proprio questo il senso più profondo e vero dello start up. Idealmente, un tale percorso dovrebbe fornire quegli strumenti essenziali a far partire, come dice il significato stesso della locuzione inglese, con il piede giusto un futuro imprenditore. Come canalizzare in modo pratico quelle idee, avendo il coraggio di scartare quelle più improbabili o meno redditizie e portare avanti un’immagine ben definita, riconoscibile, del proprio personaggio e della propria azienda. Chi eroga lo start up dovrebbe agire a fianco dell’imprenditore ma mai sostituendosi ad esso, dovrebbe indicargli la strada migliore per lui, non un modello monolitico, statico, che mal si adatta alle singole esigenze personali.

2In definitiva, ciò che ha funzionato per un imprenditore e per la sua azienda, non funzionerà per un altro, è questa la differenza più palpabile tra un percorso di start up efficace ed uno che, più probabilmente, è stato creato con una logica da corso di formazione. Beninteso, corsi di formazione ed aggiornamenti sono assolutamente essenziali per un imprenditore, tuttavia, sono cosa ben diversa da uno start up.

Se vengono costruite delle basi solide e forniti degli input e strumenti validi, il novello imprenditore sarà certamente capace di spiccare il volo con le proprie ali arrivando, finalmente, a realizzare l’idea di partenza nel migliore dei modi e nel minor tempo possibile.

Negli start up validi non ci sono formule magiche o promesse mirabolanti, bensì, c’è il lavoro del futuro imprenditore e del suo consulente, fianco a fianco, c’è una scrivania, un computer, una serie di materiale indispensabile per avviare l’attività.

C’è, soprattutto, duro lavoro. Ci sono soluzioni sempre nuove e centrate sull’imprenditore e la sua idea.

Troppo spesso, nel mio percorso lavorativo, ho incontrato imprenditori che non avevano un’idea precisa rispetto agli obiettivi da raggiungere e le loro tempistiche. Non avevano il materiale giusto, non sapevano davvero come risolvere le problematiche che si incontrano, non sapevano, magari, nemmeno come muoversi con il cliente in modo efficace e come contrattare con i fornitori, non sapevano come muoversi efficacemente nel tedioso mondo della burocrazia e della contabilità. Professionisti della prima ora che erano stati incantanti da chimere troppo effimere e che, purtroppo, vedevano la loro idea originale sfilacciarsi sotto i loro occhi.

Avviare un’attività è comunque abbastanza semplice. Vederla vacillare, dopo un lasso di tempo limitato, sotto il peso della realtà, ancora più semplice.

start up Chiunque voglia “mettersi in proprio”, crearsi un mestiere, realizzare un sogno o, finanche, crearsi delle piccole opportunità in più, ha il diritto di scegliere la strada più veloce che lo condurrà a quella fine, a quel personaggio tante volte immaginato. Che l’azienda immaginata sia molto piccola o che ambisca a divenire qualcosa di molto rilevante sia nel mercato economico sia nella sfera più personale, è fondamentale che il futuro imprenditore venga accompagnato in modo estremamente pragmatico, che gli siano forniti soluzioni reali e veloci a problemi e dubbi importanti e che, alla fine, sia messo nella posizione di totale autonomia in tempi rapidi.

Perché questo, alla fine, è un imprenditore, un professionista che mette in moto la sua azienda in modo efficace tale da vedere il sogno trasformarsi in un qualcosa di tangibile anche nel mondo reale.

Valentina Cerri

Consulente aziendale

Italy Destination Wedding

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