Wedding Toursim e “Italy Destination Wedding”

Oggi presentiamo ancora un articolo di Alessandro Ballarò sul mercato del Turismo dei matrimoni degli stranieri verso l’Italia, un mercato in continua ascesa e con molte opportunità di business

Bianca Trusiani

Staff wedding and Travel

 

I numeri lo confermano: il business dei matrimoni stranieri in Italia è solido e in crescita.

 

Che l’Italia fosse meta ambita da molte coppie straniere per convogliare a nozze lo si era già capito. E che il numero di queste coppie sia aumentato negli anni recenti era altrettanto chiaro.

Anche i numeri ora confermano la tendenza positiva dimostrando non solo che il mercato c’è ed è in salute, ma anche in continua ascesa!

Ma in che misura? Quante sono, quanto spendono e dove scelgono di sposarsi? Una ricerca accuratamente effettuata dalla JFC di Massimo Feruzzi ha dato la dimensione del fenomeno conferendo a questo segmento a cavallo tra il wedding e il turismo una propria identità.

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Partiamo però da qualche anno più indietro, da quel 2008 considerato all’unanimità l’anno d’oro per numero di matrimoni con entrambi gli sposi stranieri in Italia registrandone ben 12.370, a conferma di una tendenza positiva iniziata già qualche anno prima.

Una brusca riduzione del numero, pari al 36% rispetto proprio al 2008, si ebbe nella stagione 2009/2010.

Senza andare a ricercare motivi socio-economici particolari, questa netta inversione di tendenza è da ricondurre all’introduzione dell’art. 1 comma 15 della legge n. 94/2009, che ha imposto allo straniero che volesse contrarre matrimonio in Italia l’obbligo di esibire, oltre al tradizionale nulla osta, anche “un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano”.

Lo scopo della riforma era impedire la celebrazione di matrimoni di comodo. Tuttavia la difficoltà nel reperire tale documento spinse molti futuri sposi a rinunciare alla celebrazione in Italia.

 

A venire incontro al mercato fu la Corte Costituzionale la quale, con la sentenza n. 245/2011, ha ritenuto costituzionalmente illegittimo l’articolo in quanto “lesivo del diritto fondamentale di ogni essere umano di contrarre matrimonio”.

Dal quel momento il mercato è in rapida ripresa con un incremento dell’8,8% nel 2011 e del 15,6% nel 2012.

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Ma quali sono allora i numeri di questo segmento? Vediamo quelli riferiti al 2012:

–          6.180: le coppie straniere che hanno scelto l’Italia come wedding destination

–          1.221.000: le presenze derivanti sul nostro territorio

–          25: i paesi di provenienza

–          € 315.241.000 : il fatturato complessivo tra diretto e indotto

 

Le cifre poi aumentano in maniera considerevole se aggiungiamo le 3.780 coppie di stranieri già residenti in Italia ed in grado di generare flussi turistici.

 

Diversi sono poi i fattori che incidono sulla scelta tra cui quelli sociologici come ad esempio l’aumento di divorzi e il seguente incremento delle seconde nozze (anche terze).

Il fatto che molte coppie provengano da paesi emergenti le spinge ad escludere un “matrimonio di consuetudine” optando per qualcosa che esca dalle norme sociali.

Questo per ciò che riguarda prime (o seconde/terze) nozze. Ma non dimentichiamoci che i flussi turistici, specialmente nel nostro paese, sono generati da tutto ciò che riguarda l’amore.

Ed ecco che il wedding tourism fa propri anche i matrimoni celebrativi, il rinnovo dei voti e i viaggi di nozze. Non ci dimentichiamo infatti che l’82% degli sposi stranieri che si sposano in Italia ci restano poi anche per la luna di miele.

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Dati alla mano è evidente come e perché in maniera sempre più decisa gli operatori italiani del wedding stiano “drizzando le antenne” preparandosi per gli anni successivi ad un ulteriore balzo di presenze.

 

Non solo i privati, ma anche i Comuni hanno iniziato una “politica di accoglienza”, seppur tardivamente rispetto ai tempi, al fine di attirare un numero sempre maggiore di coppie rendendole partecipi della comunalità stessa. L’esempio migliore in questo senso è il progetto “I DO” di Palermo, attraverso il quale la città propone la sua offerta agli sposi stranieri. Secondo questo, le coppie pianteranno un albero nel Parco della Favorita e il Comune provvederà a curarlo e a tenere la coppia informata sullo status del loro “adottato”.

Così facendo la città stessa diventerà testimone e compartecipe della prima azione comune nella vita coniugale.

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Insomma dopo la brusca frenata del 2009 il mercato del wedding tourism ha ripreso la sua corsa in maniera decisa, riaccogliendo gli sposi ospitati negli anni precedenti o accogliendone di nuovi garantendo per il nostro Paese un fatturato annuo che non più essere ignorato e che anzi deve diventare oggetto di indagine e di sviluppo.

Le proiezioni per i prossimi anni di questo segmento sono indubbiamente promettenti ed occorre dunque farsi trovare preparati attraverso un network che coinvolga le istituzioni e i professionisti delle wedding industries trasformatisi in  Wedding destination manager.

 

Alessandro Ballarò

www.expodellasposa.it

 

Foto di

Alessandro Pili e PierPaolo Pinna – concessione di Love Ideas Wedding

Luigi Orru

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