DW*: SPOSARSI A BORDO DI UN TRANSATLANTICO

 

t3.1188x0Sposarsi a bordo di un antico transatlantico, non è un sogno, ma una realtà!!!

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Ormai i vecchi transatlantici sono in disarmo, ma è ancora possibile vivere l’atmosfera degli anni trenta  a Long Beach, in California,  sulla Queen Mary, dove dal 1967 la gloriosa nave è attraccata e divenuta un hotel  galleggiante.

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Qui è possibile celebrare il proprio matrimonio e magari scegliere subito dopo di trascorrere il proprio viaggio di nozze alle “vicine” Hawaii.

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Cibi raffinati, atmosfere di classe fanno da cornice al sogno d’amore . La Queen Mary negli anni ha ospitato teste coronate di tutto il mondo, capi di stato, attrici e celebrità .

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Lo stile inglese ricorda i vecchi film e romanzi e il romanticismo è assicurato.

Una cappella sul ponte principale, o nella sala del comandante alcune delle possibilità  per organizzare  il matrimonio.

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Per la sposa una suite dove si potrà preparare al grande evento , attenzione, cura dei particolari e accoglienza 5 stelle per un matrimonio perfetto!!!

Bianca Trusiani

Destination Wedding Specialist

 

( Wedding and Travel staff)

 

*Destination Wedding

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“DaLí: tra arte e moda” Scanno agosto 2016

1DaLì nasce dall’incontro di due amiche appassionate di arte del riciclo: Daniela Di Gregorio Zitella, artista di Sulmona e Liliana Spacone, progettista di moda  di Scanno, ma che vive ed opera a Bologna.

Liliana Spacone- Daniela Di Gregorio Zitella

Liliana Spacone-
Daniela Di Gregorio Zitella

Una mostra che si è svolta il 20 agosto presso il Park Hotel, sulla magnifica terrazza che ha fatto da sfondo alle cornici progettate e realizzate da Daniela Di Gregorio Zitella e agli abiti studiati e realizzati da Liliana Spacone, interpretati come espressione artistica

BeFunky CollageUn connubio inusuale tra arte e moda, materiali, pizzi e stoffe, storia popolare e raffinata reinterpretazione del riciclo creativo.

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La presentazione ha avuti lo scopo di far conoscere la rivisitazione di abiti tradizionali scannesi, inquadrati da complementi d’arredo appositamente studiati per l’occasione.
Un modo diverso di rendere attuale e glamour la storia delle piccole realtà abruzzesi.

BeFunky Collage 3Bellissimi gli allestimenti floreali di Mama non mama.

2Un gruppo di lavoro di molte donne che per mesi hanno lavorato e progettato questo evento, che ha fatto rivivere la tradizione attraverso alcuni elemento della moda contemporanea, trasformazione di abiti e mobili tra passato, presente e futuro.

Bianca Trusiani

#artedelriciclo # DanielaDiGregorioZitella #LilianaSpacone #Scanno #biancatrusiani #madeinitalyonly #tradizioneinnovazione#progettistadimoda ‪#‎labitodiscannocomeespressioneartistica

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Comunicare il cibo: una sfida che parte dall’esperienza

20Arte, moda, cibo. Se si dovessero scegliere dei colori per rappresentare questi tre argomenti, sicuramente avremmo composto la bandiera italiana. Perché in questi tre ambiti, il Belpaese, si sa, la fa da padrone.340582b536

Lungi però dal voler redigere sterili classifiche o paragoni di vecchia retorica campanilistica, è certezza indiscussa che l’interesse verso il “Food” non declina, anzi è in continua crescita. La stessa mission dell’Expo nasce nel suo intrinseco da questo assunto, che da anni sta ridisegnando i contorni di un’economia, quella nazionale, sempre più improntata ad essere rappresentata dal settore agroalimentare.

Blog, format Tv, riviste di settore, eventi disegnano lo scenario del Foodscape come uno dei più dinamici e ferventi, in grado di trascinare un numero sempre maggiore di persone, tra consumatori, esperti, famiglie, aziende. In un coinvolgimento multidisciplinare e multi settore che da solo dà il polso di quanto sia importante oggi l’agro food.

Un ruolo fondamentale, si potrebbe dire essenziale, nel processo di divulgazione di stili, abitudini e cambiamenti che stanno interessando l’ambito, lo svolge la comunicazione, cui spetta, oggi più che mai, il compito di “raccontare” una essenza tutta italiana, un territorio con tradizioni diverse e peculiari. Significa cioè parlare di storie nella storia, recuperare e sottolineare un’appartenenza. In una parola vuol dire trasmettere il senso di una intera e millenaria cultura.food

Il compito è quindi arduo e copioso, il rischio, invece, per chi è chiamato a comunicare, è di fallire a priori, dimenticando che la comunicazione del cibo è cosa ben diversa dalla semplice rappresentazione dello stesso o dal lasciarsi sedurre da immagini patinate, raffigurazione di una realtà tanto affascinante quanto distorta. Insomma, di contro a chi vuole a tutti i costi “photoshoppare” (o si dovrebbe meglio dire “foto-scippare”) una identità, la risposta deve essere di un’inversione di marcia, chiara e a gran voce. Un atteggiamento, ora più che mai dovuto, che è di per sé un attestazione di rispetto verso la propria storia, la propria identità, il proprio essere italiani.

La prima parola da tenere a mente quando si parla di cibo è “Esperienza”. Il cibo è di per sé esperienza, un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, evocandone altri. Pensiamo ad un piatto con una pietanza: sono coinvolti l’aspetto visivo, la composizione del piatto, l’accostamento cromatico. E poi ci sono i profumi che da quel piatto scaturiscono, quindi il sapore o il mix di sapori, il loro equilibrio, la consistenza al palato… Sensi propriamente detti, dai quali, poi, ne provengono degli altri, come i ricordi che un cibo rievoca, le ispirazioni, le suggestioni, i desideri ecc…

La seconda parola da tenere a mente è “tempo”, perché quando si parla di cibo, è bandita la fretta. E il tempo diventa lo strumento di misura dell’attenzione ad ogni particolare, il tempo scandisce le stagioni e le stagionalità delle materie prime, in una logica della “lentezza” che rappresenta la nuova filosofia di vita proposta da questo settore, in controtendenza rispetto ad un’epoca, la nostra, in cui ci è imposto di fare e andare veloci. La “food experience”, invece, ci chiede di rallentare, di goderci i tramonti, le albe, le notti stellate e le piogge che stanno dietro al cibo e ci dice che, ai tanti chilometri all’ora, meglio preferire il chilometro zero.

Terza parola, “Storytelling”. Perché dietro il cibo ci sono mille e più storie da raccontare, persone da incontrare, sguardi, avventure, sfide iniziate e vinte, passioni che si tramandano.

E poi emergono tante altre parole, come “valore”, quello delle professionalità coinvolte in un settore che è sicuramente oggi la risposta ad una crisi dilagante o quello dell’impegno profuso da molti giovani che hanno deciso di “tornare alla terra”.

“Diversità”, di territorio, di cultura, di clima, di tradizioni. Una diversità che è varietà e ricchezza nello stesso tempo, una diversità che è peculiarità, la cifra che dà valore ad un Paese, l’Italia, che è la sintesi armonica di tantissime realtà che nell’enogastronomia rappresentano un’eccellenza.

Infine, a comprendere forse tutte le altre, c’è il termine “Emozione”, anzi “Emozioni”… è la parola più importante di questo piccolo glossario dedicato alla comunicazione del cibo, che è prima di tutto sentire, avvertire, percepire, trasmettere…vivere. Provare per credere!

Carmela Loragno

 

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Il primo matrimonio straniero in Italia

E’ ormai assodato che l’Italia è la location più gettonata per i matrimoni scelta dai vip.

c4286c5d697bd1511c8adb649d4813a3La prima coppia che scelse l’Italia, come meta per il proprio matrimonio, sono stati gli attori Linda Christian e Tyrone Power nel lontano gennaio del 1949.

Fu definito all’epoca come il secondo matrimonio del secolo, subito dopo quello della regina Elisabetta d’Inghilterra.

Il clamoroso evento ebbe luogo a Roma nella chiesa di Santa Francesca Romana ai Fori, la prima chiesa edificata sulle rovine del Foro Romano a due passi dal Colosseo.1949-Linda-Christian-prova-nellatelier-delle-Sorelle-Fontana-labito-da-sposa-per-il-suo-matrimonio-con-Tyrone-Power.-A-destra-Micol

L’abito da sposa che l’attrice indossava era stato disegnato e realizzato dalle allora emergenti Sorelle Fontana, in raso ricamato, abbottonato fino al collo e con lungo velo fissato alla testa con una cuffietta decorata con delle perle, fu un abito che ha lasciato il segno nel cuore di tutti, un abito dalla linea semplice ed essenziale.

Lo sposo invece indossava un tight realizzato per lui da Caraceni.

collagePer arrivare alla chiesa le due vetture con a bordo gli sposi passarono su via dei Fori Imperiali, stipata di folla all’inverosimile, migliaia di persone erano fuori la chiesa ad acclamare la coppia di sposi e furono rcevuti anche dal Papa Pio XII, in udienza privata.

biography_linda_wedding2Un matrimonio Made in Italy precursore dei tempi : dove tradizione e stile, artigianato ed arte, passione e tecnica si fondono in uno stile intramontabile simbolo indiscusso di eleganza.

Antonia Macrì

Destination Wedding Specialist

Wedding and Travel  Team

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RAVELLO AGOSTO: Stelle, calici, musica, finger food e prodotti tipici

 

Stelle, vino, musica, finger food e prodotti tipici e naturalmente il mare i protagonisti di questo eccezionale evento “ Calici di Stelle” nel magnifico borgo di Ravello.

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Il Comune di Ravello in sinergia con l’Associazione Nazionale Città del Vino e il Movimento del Turismo del Vino per rafforzare la sua identità di “città della musica” e “città del vino” ha organizzato Lunedì ’8 agosto “Calici di Stelle”, l’evento estivo nazionale oramai più atteso da enoturisti e amanti del vino che, per questa edizione, ha come tema la “musica”.

Non la solita sagra paesana” , sottolinea il sindaco Salvatore Di Martino, “ ma un vero e proprio viaggio sensoriale tra vino, stelle, musica e cibo, dove il turista e gli appassionati del vino scopriranno le bellezze paesaggistiche e storiche della città di Ravello”.

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Hanno partecipato le più importanti Cantine della Costiera Amalfitana: Tenuta San Francesco, Azienda Agricola Reale, Cantina G. Apicella, Ettore Sammarco, Cantina Tagliafierro, Azienda agricola Terre Operose, Le Vigne di Raito, Cantine Marisa Cuomo, Cantine A. Sammarco.

Una selezione delle migliori cantine del Consorzio Sannio DOP. L’Associazione Donne del Vino: Quartum Cantine Di Criscio, Le Vigne di Raito, Cantine G.S. di Gilda e Salvatore Martusciello, Cantine Scala, Azienda Agr. Terredora, Azienda Agr. Cerrella, Cantine degli Astroni, Azienda Agr. Mario Portolano, Azienda Agr. Sorrentino, Antica Masseria Venditti. Ancora l’Azienda agricola Borgo Giulia, l’Azienda agricola Trotta, la Cantina Vinicola Mastroberardino, l’Azienda agricola Alba Marina, le Cantine Feudi di San Gregorio.

Passeggiando tra le vie si sono degustare le prelibatezze dei grandi chef degli Hotel Bonadies, Parsifal, Belmond Caruso, Palazzo Avino, Palumbo Palazzo Confalone, Villa Fraulo, i passiti e le grappe del Ristorante La Moresca.

collage Presenti le aziende produttrici della Costiera Amalfitana dai formaggi del Caseificio Staiano, alle focacce del Panificio La Pagnotta, dai marinati della CICA, alle limonate del Consorzio Limone Costa d’Amalfi IGP e gli olii dell’Oleoficio Gusti e Delizie, dai dolci tipici della storica Pasticceria Calce alle scorzette al cioccolato de La Montalbino.

 Dalla città vesuviana di Torre del Greco, invece, i salumi del Capitano dell’Angolo del Salumaio e i tarallucci e i mini casatielli dell’antico Panificio e Biscottificio Carrieri.

Tra le viuzze, il belvedere e le piazzette della zona alta di Ravello, sublime la colonna sonora di un duo arpa e violino con repertorio classico e della tradizione partenopea.

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Grande successo per Il CorAcoR – Napoli Rainbow Choir, il coro gay di Napoli, un progetto musicale dell’associazione di promozione sociale LGBT i Ken O.N.L.U.S. e dell Associazione Amici del Settecento Napoletano diretto dal M° Marco Traverso che si è esibito nella scenografica  piazza San Giovanni del Toro.


Nei Giardini della Principessa di Piemonte, in una splendida serata è stato possibile osservare le stelle con una illustrazione guidata dell’Associazione Astrofili Neil Armstrong di Salerno.

Un raffinato concerto di Marco Zurzolo ha chiuso la serata in Piazza Fontana Moresca, sotto la magia delle stelle,
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Un incantevole mix di suoni, sapori e profumi dove il viaggiatore è stato catturato in un’atmosfera magica che solo Ravello può regalare. 

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Questo il menù di FINGER FOOD dei prestigiosi chef “stellari”

Hotel Villa Fraulo – Chef Luigi Mansi
Cracker con acciuga dissalata;
Spezzatino di Ricciola in pan di filo grigliato con gioia di pomodoro.

Hotel Palumbo – Chef Giuseppe Gaudino
Salmone affumicato con spezie della costiera e valeriana all’anice stellato

Palazzo Avino – chef Michele Deleo
“La Caponata Napoletana”
“Il Gambero” Crema di Bufala, Gambero Rosso, Limone Amalfitano

Belmont Caruso – chef Mimmo di Raffaele
Bruschette di Ventresca al tonno
Costiglie di maialino nero casertano con mela anurca

Hotel Parsifal – Chef Antonio Cioffi
Polpo croccante con agrumi marinati su purè di verdure

Hotel Bonadies –Chef Raffaele Amato
Gamberetto di Mazzara su crema di avocado allo sfusato amalfitano e timo

Hotel-Ristorante La Moresca
Spumante Quid Falanghina, Spumante Quid Rosato, Passito di falanghina Laureto, Grappa barricata e Grappe di Fiano, di Greco di Tufo, 15 uomini barrique, Calandra liquore alla liquirizia Dop di Calabria, Nocino della ditta Russo di Salerno.

Bianca Trusiani

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SALVA ANCHE TU UN FOTOGRAFO DA MORTE CERTA: ORGANIZZA UN APERITIVO „ALLA MODA“

Tanti e tanti anni fa ero in Romania, a casa del mio amore romeno dell’epoca e in tv davano „Intervista col Vampiro“. Era la prima volta che lo vedevo in lingua originale (di doppiaggio non è mai morto nessuno, ma questo lo abbiamo capito solo noi italiani!) ed essendo stato la nostra colonna visiva per quella serata, subito divenne uno dei miei personalissimi cult movies, uno di quelli che si ripresentano sempre in un determinato periodo o in una determinata giornata della mia vita per illuminarmi su qualcosa o su qualcuno. Oggi, per esempio, è una di quelle domeniche „bestiali“: freddo fuori, voglia di saccheggiare i negozi pari a zero, insomma una domenica in cui l’unica arma a disposizione per uccidere la noia è lo zapping frenetico! Di colpo eccolo lì: magro, delicato, diafano (wait a minute, questo era un altro film, ma lo abbiamo visto solo in tre, I think!!), il mio Brad in tutta la sua ‚vampirezza‘.intervista col vampiro

Pensiero numero uno: „Finalmente posso rivedermelo per bene e capirci qualcosa in più, considerando che l’ultima volta ero un tantino distratta!!“

Pensiero numero due: „Brad, Tom, Cristian & Antonio tutti per me e tutti insieme… divano mio sto arrivando!!“

Pensiero numero tre: „Visto e considerato che ancora nessun giornalista di The New Yorker si è degnato di contattarmi per raccontare, a puntate, come in un romanzo d’appendice di quelli che ti inchiodano alla sdraio in spiaggia, la mia favolosa vita da Wedding Planner… eureka: intervisterò me stessa!!“

Legenda per i lettori: D sta per –domanda- R sta per –risposta-.

 Sì, lo so! Con questa scelta risulto originale quanto una scatola di cioccolatini regalata alla propria fidanzata il giorno di San Valentino, ma quando c’è Brad in tv tutto il sangue che serve al cervello per rendermi appena sufficientemente intelligente si sposta da altre parti… Beh, signore, voi mi capite!

Ma andiamo ad incominciare.

D: Bene Marianna, come è essere Wedding Planner in Italia?12928122_10207923819426058_141063071569933973_n

R: Essere Wedding Planner in un Paese come il nostro, ricco di storia, di arte e di tradizioni molto radicate sia in ambito familiare che in ambito culinario è una bellissima sfida. Se stai lavorando a un progetto e sei in cerca di ispirazione ti basta uscir di casa a fare una passeggiata; uno sguardo a un monumento, un’origliata (si dice origliata signor giornalista??) a una conversazione tra amici al bar e hai raccolto materiale sufficiente per il matrimonio della coppia, per il battesimo del primo figlio e per la comunione del primogenito e anche del secondo!11150895_10152855506641722_8422351262025665508_n

D: Secondo Wikipedia origliata risulta essere participio passato del verbo „origliare“, quindi sì: origliata si può dire. Lei dove vive?

R: Ah, beh io mi ritengo molto fortunata perchè vivo nella stupenda Napoli. Qui non c’è neanche bisogno di uscire di casa per ispirarmi; basta aprire la finestra e ascoltare. Il vicolo sotto casa è un teatro a cielo aperto, a mia disposizione ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette.

D: Come mai ha deciso di diventare Wedding Planner?

R: L’ho deciso mentre mi stavo annoiando a morte ad un matrimonio.

D: In che senso? Ci racconti…

R: Beh, io sono napoletana d’adozione, ma nasco provinciale, paesanotta insomma… Anni fa ero invitata al matrimonio di una mia conoscente: si era appena conclusa la cerimonia lì al paese e tutti noi invitati sprovveduti ci siamo recati alle macchine aspettando di avviarci al ristorante, distante una trentina di km. Ora, dovete sapere che il mio paesino, arroccato sui monti (ammettilo: se mi stai leggendo e hai circa quarant’anni come me, ora stai canticchiando in mente „Là sui monti con Annette, dove il cielo è sempre blu…!“) è portatore sano di un centro storico medievale con tanto di castello annesso, dunque ogni coppia di sposi che si rispetti, dopo essere uscita dalla Chiesa, deve andare a farsi almeno tremiladuecentosettantatrè scatti ‚a lu castiedd‘. Trattasi di obbligo morale e campanilistico! Ebbene i fotografi nostrani, dopo anni e anni di pratica, si sono molto velocizzati e riescono a sfornare i tremila e passa scatti nel giro di venti minuti netti, ma quel giorno… il fotografo…veniva da fuori. 1Noi poveracci eravamo convinti che gli sposi si sarebbero palesati di lì a poco e ci siamo infilati tutti in macchina in trepidante attesa e lucidando il clacson che sarebbe servito per il corteo strombazzante. Ma passate due ore degli sposi, ancora, non c’era traccia. Fu lì che tra uno sbadiglio e un’imprecazione in sanscrito stretto ebbi la mia Epifania. <<Perchè diamine la sposa non ci aveva avvisato? Perchè diamine la sposa non aveva concordato col fotografo un tempo limite per le foto? E ancora… perchè diamine, pur trovandoci in una piazza, sulla quale si affacciano ben tre bar e un pub, nessuno aveva pensato ad organizzare un aperitivo, tanto per ingannare l’attesa? -Bene, mi dissi, diventerò un’organizzatrice di matrimoni e combatterò i tempi „morti“ proprio come Don Chisciotte coi suoi Mulini!->>

D: Quindi lei ha deciso di diventare Wedding Planner perchè le piace pianificare qualsiasi cosa minuto dopo minuto?

R: In realtà morivo dalla voglia di litigare coi fotografi.

D: Ahahahhaha (risata dell’intervistatore N.D.S.)

R: Scherzi a parte, con l’aiuto di internet tutti siamo in grado di reperire una foto, portarla a un fornitore e chiedere che la cosa immortalata venga riprodotta per noi, magari pari pari, magari con qualche variante. Il Wedding Planner ha, però, dalla sua parte la professionalità acquisita attraverso anni di studio, di certificazioni e di esperienza sul campo e sarà lieto (è buffo: il 90% delle Wedding Planner nel mondo sono donne, eppure tocca, per forza di cosa, scriverne al maschile) di metterla a disposizione dei suoi clienti.

D: Ci fa un esempio di come combatterebbe i tempi morti all’uscita dalla Chiesa? Sempre che ci siano tempi morti da combattere?news_img1_60745_aperitivo-napoli

R: Ovvio che il mio è stato un caso sfortunato, un caso limite; una di quelle fantastiche esperienze che mi capitano tra capo e collo (sono decisamente una donna fortunata) e da cui sempre prendo spunto per raccontare e cercare di migliorare ove possibile. Ma a Napoli, per esempio, si sono inventati l‘ “Aperitivo Street Food“ a bordo del camioncino Ape, una situazione itinerante che arriva praticamente sotto casa dell’evento da celebrare. Naturalmente le varianti possono essere molteplici. Dal gazebo montato fuori al sagrato (oddio, qui si rischia la scomunica, però) o davanti allo spiazzo del Comune, passando per il bar in piazzetta ‚addobbato‘ per l’occasione. L’importante è riuscire a creare qualcosa di originale,  che renda meno pesante l’attesa degli invitati e, allo stesso tempo, snellisca l’inevitabile iter del porgere gli auguri/consegnare „la busta“ agli sposi che bisogna affrontare appena arrivati al ristorante (se hai già offerto l’aperitivo fuori, non ti resta che iniziare col buffet degli antipasti). Simpatica la variante per i bimbi: anche qui, grazie alle tante idee riversate in Rete e al servizio di tutti, si possono trovare spunti originalissimi per rendere una semplice Coca Cola cool tanto e anche più di un Manhattan e far sentire grande anche l’invitato più cucciolo che abbiamo.

D: Bene Marianna noi abbiamo concluso, La ringraziamo per la disponibilità e le chiediamo una sua personale chiosa, una perla di saggezza da donare ai nostri lettori…

R: Beh, io ringrazio voi che, finalmente e senza alcuna pressione (- sussurrato- potevate dirmelo però che l’interno da stalkerare per ottenere l’intervista era lo 02 e non lo 03) avete voluto intervistarmi. Concludo con una citazione tratta dal film „Intervista col Vampiro“: << Il mondo cambia… noi invece no. Ed è proprio questa l’ironia che alla fine ci uccide.>>HappyHour-Cocktails

Ecco, io, nel mio piccolo, cerco sempre di innovare e consigliare per il meglio, ma di fronte allo zio che non si mette le scarpe strette dall’anno scorso, che dal banco della chiesa (o dalla sedia del Comune) non vede l’ora di spalmarsi sulla triste poltroncina di vimini del ristorante, all’ombra della palma plastificata, in attesa che i nipoti/sposi si decidano ad arrivare e a dare inizio al banchetto e che dell‘ aperitivo cool non sa proprio che farsene… alzo su le mani, faccio la giravolta, compro una vocale, chiedo l’aiuto da casa, la accendo e… cambio mestiere!

MARIANNA ADDESSO

CHARME P.R. – WEDDING & EVENTS PLANNER

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UN AMORE DI SUBLIMAZIONE

Noemi Cazzola

Noemi Cazzola

Oggi presentiamo Noemi Cazzola Nata viaggiando, cresciuta studiando turismo e immersa nel mondo degli hotel come una moderna e itinerante Alice nel paese delle meraviglie, Noemi anche se solo all’inizio del suo percorso professionale parte con alle spalle un bagaglio di gran lunga superiore a quello di tanti altri della sua età. La sua voglia di fare, muoversi, conoscere l’altro da sé le danno quella carica di energia che tutti le invidiano. Laureanda in scienze della comunicazione, sta trovando il suo posto coniugando il suo amore per i viaggi e il suo innato romanticismo con la sua passione per il mondo dei social media e lo storytelling che solo chi è nato con la tecnologia in tasca può maneggiare con una destrezza tanto naturale.”

Bianca Trusiani

 

 

Amore. Psiche. Anima. Corpo.

Potremmo stare per ore a parlare di cosa queste parole possano voler dire, ma probabilmente arriveremo ad una sola conclusione: hanno un valore soggettivo, in quanto questi concetti sono già dei valori riconducibili alla sfera individuale.tensione in amore e psiche

A riguardo non si può non evocare l’opera “Amore e Psiche” di Antonio Canova.

Con un erotismo sottile e raffinato, il dio Amore viene rappresentato mentre contempla con tenerezza il volto della fanciulla amata, ricambiato da Psiche con una dolcezza di pari intensità.

Le braccia di Psiche invece incorniciano il punto focale, aprendosi a mo’ di cerchio attorno ai volti. All’interno del cerchio si sviluppa una forte tensione emotiva in cui il desiderio senza fine di Eros è ormai vicino allo sprigionamento: è la rappresentazione della sublimazione della sessualità per l’amore ideale, paradisiaco.

Chimicamente la sublimazione è quel processo che trasforma un composto da uno stadio solido ad aeriforme, perché non applicare questo concetto all’amore?

In “Amore e Psiche” l’attimo catturato prima del bacio ci comunica proprio questo: la tensione dell’eccitazione di Eros tramutata in amore intenso.

Questa visione ci insegna che anche se siamo abituati a manifestare amore ed emozioni attraverso l’esperienza sessuale, la sublimazione ci induce ad esprimere e beneficiare degli stessi sentimenti ad un altro livello. Un livello che pochi in realtà vivono e raggiungono.

28 Giugno 2013 - Parrocchia di San Silvestro, Larciano Castello - Pistoia

28 Giugno 2013 – Parrocchia di San Silvestro, Larciano Castello – Pistoia

È una forma di amore puro, intenso, viscerale e quasi inspiegabile.

Un amore che parla non di corpo ma di anima, perché è proprio quest’ultima ad essere unica ed intramontabile.

Un amore che segna un legame da cui non si può sfuggire neppure volendo.

È troppo forte, troppo vero, troppo sentito.

Quell’amore che va oltre ogni limite, a cui non importa il possedere ma semplicemente e meravigliosamente l’esserci.

amore e psicheEsplorare questo livello rappresenta una possibilità, un percorso alternativo ma soprattutto una scelta personale, forse proprio quella presa da due persone che decidono di unirsi per la vita, convinte che questo durerà per sempre.

Noemi Cazzola

http://www.italydestinationwedding.it

http://www.weddingandtravel.it

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